Aumento ISTAT dell'affitto: calcolo e tabella indici FOI
Inserisci il canone e il mese di riferimento: il calcolatore applica la variazione dell'indice ISTAT FOI, ti dà il nuovo canone e l'aumento in euro, e scrive la comunicazione da inviare all'inquilino. Sotto trovi la tabella degli indici FOI aggiornata. Gratis, senza registrazione, e nessun dato esce dal tuo browser.
Ultimo indice disponibile: giugno 2026, variazione FOI al netto dei tabacchi +2,90% su base annua (ISTAT, pubblicato il 10 luglio 2026).
L'aggiornamento riguarda il solo canone. Le spese condominiali non si rivalutano sull'indice ISTAT.
Di norma il mese prima dell'anniversario del contratto (ultimo indice pubblicato).
Sono elencati solo i mesi già pubblicati.
Il canone libero (4+4) si aggiorna di norma al 75% della variazione ISTAT; alcuni contratti prevedono il 100%. Vale quanto scritto nel tuo contratto.
Dettaglio del calcolo
- Variazione ISTAT (giugno 2026)
- 2,90%
- Quota da contratto
- 75%
Comunicazione all'inquilino
L'aggiornamento non è automatico: va richiesto per iscritto. Copia il testo, completa l'intestazione e invialo al tuo inquilino (di norma con raccomandata A/R o PEC).
Oggetto: aggiornamento ISTAT del canone di locazione Gentile inquilino, come previsto dal contratto di locazione, comunico l'aggiornamento del canone in base alla variazione dell'indice ISTAT FOI (al netto dei tabacchi). Variazione ISTAT (giugno 2026, su base annua): 2,90% Quota applicata come da contratto: 75% Calcolo: 600,00 € × 2,90% × 75% = 13,05 € Nuovo canone mensile: 613,05 € (in aumento di 13,05 € al mese). Le spese condominiali restano dovute a parte, secondo le modalità del contratto. Cordiali saluti.
Calcolo eseguito nel tuo browser: nessun dato viene inviato a un server. Indici FOI al netto dei tabacchi pubblicati dall'ISTAT, aggiornati a giugno 2026(pubblicato il 10 luglio 2026).
Tabella degli indici ISTAT (FOI)
Variazione annua dell'indice FOI al netto dei tabacchi (rispetto allo stesso mese dell'anno precedente), in percentuale. È il valore su cui si calcola l'aggiornamento del canone.
| Mese | 2026 | 2025 | 2024 |
|---|---|---|---|
| gennaio | +0,80% | +1,30% | — |
| febbraio | +1,10% | +1,50% | — |
| marzo | +1,50% | +1,70% | — |
| aprile | +2,60% | +1,70% | — |
| maggio | +3,00% | +1,40% | — |
| giugno | +2,90% | +1,50% | — |
| luglio | — | +1,50% | +1,10% |
| agosto | — | +1,40% | +0,80% |
| settembre | — | +1,40% | +0,60% |
| ottobre | — | +1,10% | +0,80% |
| novembre | — | +1,00% | +1,20% |
| dicembre | — | +1,10% | +1,10% |
Fonte: ISTAT, comunicati mensili «Prezzi al consumo». Da gennaio 2026 la serie è in base 2025=100: i numeri indice non sono confrontabili con quelli degli anni precedenti, mentre le variazioni annue qui riportate sì, perché l'ISTAT le calcola con i coefficienti di raccordo. Verifica sempre l'ultimo dato sul sito dell'ISTAT.
Come funziona l'aggiornamento
Serve una clausola nel contratto. L'aggiornamento ISTAT del canone spetta solo se il contratto di locazione lo prevede. In mancanza di una clausola di adeguamento, il canone non può essere rivalutato in corso di contratto.
La formula. Si applica al canone la variazione annua dell'indice FOI al netto dei tabacchi del mese di riferimento, nella quota prevista dal contratto: di norma il 75% per il canone libero (4+4), in alcuni casi il 100%. L'aumento non può quindi superare la variazione ISTAT del periodo.
Va richiesto, e non è retroattivo. L'adeguamento non scatta da solo: il locatore deve comunicarlo per iscritto all'inquilino (di norma con raccomandata A/R o PEC). Decorre dalla richiesta e vale per le mensilità successive, senza recuperi sui mesi passati.
Escluso con la cedolare secca. Chi ha optato per la cedolare secca rinuncia, per tutta la durata dell'opzione, ad aggiornare il canone a qualsiasi titolo — quindi anche all'adeguamento ISTAT. Il canone resta fermo finché resta in vigore la cedolare secca.
Fonti : ISTAT — indice dei prezzi per le rivalutazioni monetarie · Agenzia delle Entrate — circolare 26/E del 2011 (cedolare secca)
Domande frequenti
Come si calcola l’aumento ISTAT dell’affitto?
Si prende la variazione annua dell'indice ISTAT FOI (al netto dei tabacchi) del mese di riferimento e se ne applica la quota prevista dal contratto — di norma il 75% per i contratti a canone libero. Esempio con l'indice di giugno 2026 (+2,9%): 2,9% × 75% = 2,175%; su un canone di 600 € l'aumento è di circa 13,05 € al mese. Il calcolatore qui sopra fa l'operazione per qualsiasi mese.
Quale indice ISTAT si usa per l’affitto?
L'indice FOI (prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) al netto dei tabacchi, nella sua variazione tendenziale, cioè rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. È l'indice che l'ISTAT indica per le rivalutazioni previste dalla legge o dal contratto. Attenzione a non usare il NIC o l'indice al lordo dei tabacchi: sono valori diversi.
Si applica il 75% o il 100% della variazione ISTAT?
Dipende da cosa prevede il contratto. Per i contratti a canone libero (4+4) l'aggiornamento è di norma pari al 75% della variazione ISTAT. Alcuni contratti — o alcune tipologie, come parte delle locazioni commerciali — prevedono il 100%. Senza una clausola di aggiornamento nel contratto, però, l'adeguamento non spetta affatto.
Con la cedolare secca si può applicare l’aumento ISTAT?
No. Chi opta per la cedolare secca rinuncia, per tutta la durata dell'opzione, alla facoltà di aggiornare il canone a qualsiasi titolo, quindi anche all'adeguamento ISTAT (circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 26/E del 2011). Finché è in vigore la cedolare secca il canone resta fermo; l'aggiornamento tornerebbe possibile solo revocando l'opzione.
L’aumento ISTAT è automatico?
No: non è automatico e non è retroattivo. Il locatore deve richiederlo per iscritto all'inquilino (di norma con raccomandata A/R o PEC). L'adeguamento decorre dalla richiesta e riguarda le mensilità successive; se il locatore non lo richiede, per quell'anno vi rinuncia di fatto.
Quale mese devo indicare nel calcolo?
Di regola il mese che precede l'anniversario del contratto, cioè l'ultimo indice ISTAT pubblicato prima della data di aggiornamento — la variazione tendenziale di quel mese è quella da applicare. Il contratto può però indicare un mese di riferimento diverso: in quel caso segui il contratto.
Le spese condominiali si aggiornano con l’ISTAT?
No. L'indice ISTAT rivaluta solo il canone. Le spese condominiali seguono le spese reali del condominio e si conguagliano a parte, sui rendiconti: è un meccanismo distinto dall'aggiornamento del canone.
L'adeguamento ISTAT, ogni anno, senza rifare i conti
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