CIN affitti brevi: cos'è, come ottenerlo e quanto costa
Dal 1° gennaio 2025 chi affitta per brevi periodi deve avere il CIN, il Codice Identificativo Nazionale. Qui trovi cos'è, come richiederlo gratis sulla Banca Dati del Ministero del Turismo, i requisiti di sicurezza, dove indicarlo e le sanzioni per chi non è in regola.
Come ottenere il CIN, passo per passo
1. Metti in regola i requisiti di sicurezza
Prima di richiedere il CIN devi poter autocertificare la sicurezza: rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti negli ambienti con caldaie o cucine a gas, ed estintori portatili a norma, in numero adeguato alla superficie (art. 13-ter, comma 7, del DL 145/2023 e decreto del Ministero dell'Interno del 6 giugno 2024).
2. Accedi alla Banca Dati del Ministero del Turismo
Il CIN si richiede online sulla BDSR (Banca Dati delle Strutture Ricettive) del Ministero del Turismo, accedendo con SPID o CIE. È il registro unico nazionale che sostituisce i vecchi codici regionali.
3. Inserisci i dati e autocertifica
Indichi i dati catastali dell'immobile e i tuoi dati, e autocertifichi il rispetto dei requisiti di sicurezza. Il sistema associa un codice univoco all'unità immobiliare.
4. Ricevi il CIN
Il codice viene rilasciato in genere entro 24–72 ore. Da quel momento l'unità è identificata nel circuito turistico nazionale.
5. Esponi il CIN
Il CIN va indicato in ogni annuncio — anche sui portali come Airbnb o Booking — e affisso all'esterno dello stabile. La mancata indicazione è sanzionata a parte rispetto alla mancata attribuzione del codice.
I punti da ricordare
Il CIN è gratuito. Si richiede senza costi sulla Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo. Le uniche spese possibili sono indirette — per esempio i rilevatori di gas/CO o gli estintori, se non li hai già.
Serve anche per un solo affitto. L'obbligo scatta a prescindere dal numero di affitti: basta destinare l'immobile alla locazione turistica, anche una sola volta l'anno, per doverlo dotare di CIN.
Va sempre esposto. Il codice va indicato in ogni annuncio, anche sui portali online, e affisso all'esterno dello stabile. È un obbligo distinto — con una sanzione propria — rispetto a quello di ottenere il codice.
Le sanzioni. Affittare senza CIN costa da 800 a 8.000 €; non indicarlo negli annunci e all'esterno, da 500 a 5.000 € per unità, oltre alla rimozione degli annunci irregolari (art. 13-ter del DL 145/2023).
Fonte : Ministero del Turismo — Codice Identificativo Nazionale (CIN)
Domande frequenti
Che cos’è il CIN?
Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice univoco assegnato a ogni immobile destinato ad affitto breve o turistico. Confluisce nella Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo e sostituisce i vecchi codici regionali (CIR), creando un registro unico nazionale. È stato introdotto dall'art. 13-ter del DL 145/2023.
Quanto costa il CIN?
Niente: il CIN è gratuito. Si richiede senza alcun costo direttamente sulla Banca Dati del Ministero del Turismo. Possono esserci costi indiretti — per esempio l'acquisto di rilevatori di gas/CO o di estintori se non li hai già — ma il rilascio del codice non si paga.
Chi deve avere il CIN?
Chiunque destini un immobile all'affitto breve o turistico, comprese le strutture ricettive. Serve anche per un solo immobile e anche per un solo affitto all'anno: il codice identifica l'unità come potenzialmente attiva nel circuito turistico, a prescindere dal numero di affitti.
Come si ottiene il CIN per gli affitti brevi?
Online sulla BDSR (Banca Dati delle Strutture Ricettive) del Ministero del Turismo, accedendo con SPID o CIE: si inseriscono i dati dell'immobile e si autocertificano i requisiti di sicurezza. Il codice viene di norma rilasciato entro 24–72 ore.
Quali requisiti di sicurezza servono per il CIN?
Il CIN non viene rilasciato senza l'autocertificazione di conformità: servono rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti negli ambienti con caldaie o cucine a gas, ed estintori portatili a norma in numero adeguato alla superficie.
Da quando è obbligatorio il CIN?
Il CIN è obbligatorio in tutta Italia dal 1° gennaio 2025 per affitti brevi, locazioni turistiche e strutture ricettive. Chi affitta senza CIN, o senza esporlo, è soggetto a sanzione.
Quali sono le sanzioni se non ho il CIN?
Chi concede in affitto un immobile senza aver ottenuto il CIN rischia una sanzione da 800 a 8.000 €, commisurata alle dimensioni dell'immobile o della struttura. La mancata indicazione del CIN negli annunci e all'esterno dello stabile comporta invece una sanzione da 500 a 5.000 € per ciascuna unità, oltre alla rimozione degli annunci irregolari.
Dove va indicato il CIN?
In ogni annuncio di locazione, compresi quelli pubblicati sui portali online (come Airbnb o Booking), e affisso all'esterno dello stabile in cui si trova l'immobile. È un obbligo distinto dall'ottenimento del codice, con una sua sanzione dedicata.
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